Bruno Mechi

In ricordo dell’amico…

avatar

Bruno Mechi

(18/09/1944 – 15/02/2013)

A.F.I. (Artista Fotografo Italiano)

Tessera Socio GFiG n. 23

Biografia Fotografica

Nato con la passione della fotografia, nei primi anni ottanta ho iniziato a fare mostre e proiezioni a livello amatoriale, appassionandomi in particolar modo alla “macrofotografica”.
Le sedi più importanti delle mie proiezioni sono tate: il salone dei Cinquecento (Palazzo Vecchio), Associazione Toscani nel Mondo, Garden Club, Palazzo Comunale di Radda in Chianti, ed in tutto il territorio nazionale.
Assieme ad altri nove autori, ho partecipato al campionato del monto di natura come selezione nazionale, classificandoci terzi.
Le mie foto sono state pubblicate nelle riviste specializzate, riviste di attualità e quotidiani: Reflex, Foto, Il Fotografo, Il Fotoamatore, Fotografare, Progresso Fotografico, Vita e Salute, Medicina, Arti e Marcature, La Gazzetta del Sud.
Ho partecipato a concorsi nazionali ed internazionali, vincendone oltre 100, e più di 300 sono state le ammissioni.
Nel 1994 sono stato insignito dalla FIAF “Federazione Italiana Associazioni Fotografiche” dell’onorificenza di AFI “Artista Fotografo Italiano”. Con le mie foto sono stati realizzati calendari per le ditte Fotolito Toscana 1989 e Dardanelli Riproduzioni Litografiche 1996.
In ultimo, ho avuto il piacere di dare le mie immagini di macrofotografia alla Cassa di Risparmio di Firenze per la realizzazione del calendario 2002.

La macrofotografia

Cosa vuol dire macrofotografia?
In greco “macros” significa semplicemente “grande”.
Noi intendiamo quindi per macrofotografia la fotografia di soggetti ingranditi, la fotografia di ciò che per essere visto bene con l’occhio ha bisogno di una forte lente di ingrandimento.
Con la fotografia macro abbiamo la sorpresa di scoprire forme e significati di oggetti e creature viventi che erano sfuggite alle nostre superficiali e distratte osservazioni.
L’obbiettivo può farci penetrare con semplici artifici di tecnica macrofotografica, in un mondo di cui ignoravamo gli aspetti singolari, misteriosi e sorprendenti.
Se poi la macrofotografia vorrà essere anche un motivo per approfondire la storia naturale, la biologia, la zoologia o per documentare le meraviglie del mondo vivente, avremo fatto qualcosa di utile anche per chi saprà apprezzare ed utilizzare il frutto del nostro paziente lavoro.
La ricerca di particolari potrà essere il movente principale delle nostre gite naturalistiche; nelle giornate poco adatte alle belle immagini di paesaggio, aiutati da un minuscolo ma enorme utile strumento “il falsh elettronico”, potremo avvicinarci a soggetti che avevamo trascurato, appunto perché abituali e molto vicini a noi.
Così l’interno di un fiore sarà non solo una cosa bella e colorata, ma nei dettagli potremo riconoscere gli organi preposti alla riproduzione, e nelle ali di un insetto ammireremo le delicate strutture con cui si mantiene sospeso nell’aria.
Convinto tuttavia che non basti conoscere la natura per apprezzare a pieno la sua bellezza, ho ultimamente indirizzato questo documento verso la valorizzazione del lato estetico e poetico dei soggetti.

Bruno Mechi

Macro

Api

Cava

Motocross

Varie